lunedì, 12 maggio 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 16:14

Prendo spunto dalla giornata di oggi per parlare delle persone che ultimamente mi sono più vicine. Prima di tutto mi auguro non succeda più nulla, dato che è notizia fresca di mio padre che si è scartabellato con la moto contro un francese in auto. Non si è fatto nulla però è pur sempre un incidente.

Questa mattina sono andata a chiudere il conto Bancoposta. Tra le domande finali quella che mi ha più incuriosita è stata "Finanzia il terrorismo?". In che senso? No, non finanzio Bin Laden. Nel mentre mi giunge un sms: Arietina. Cito l'sms "Oggi mi inviti a pranzo? ahahah". Torno a casa dopo ben 118 euri per chiudere il conto e trovo IlVici e suo fratello sulla porta "Oggi tuo padre ci ha invitati a pranzo". Ok, sono le 11.35, corro a comprare qualcosa e mi invento il pranzo. Siamo cinque a tavola, cazzeggiamo, beviamo e mi viene da riflettere sulla mia vita sociale degli ultimi periodi.

Rifletto sulle persone con cui mi confido di più ultimamente, e con le quali ho scambi più proficui, a livello di contenuti e di sentimenti. Me ne vengono in mente principalmente 4, senza nulla togliere alle altre (ed evitando di considerare mio padre, che è un discorso a parte), ma questi 4 possono essere definiti i cardini della mia vita sociale: Arietina, CesiraLaTalpa, IlVici e Guido. Tutte amicizie nate in tempi, situazioni e modi diversi, ma tutte e quattro importanti.

Ora... a me non piacciono i post celebrativi. Mi stanno sulle palle quelle cose tipo "ti voglio bene, senza di te la mia vita non sarebbe la stessa", anche perchè il bene lo si dimostra e che la vita senza una persona sarebbe diversa è normalissimo, e non definisce per forza una situazione peggiore, in caso di mancanza. Quindi niente celebrazione, niente vi voglio bene.

Clara e ArietinaQuattro persone con cui mi piace avere a che fare, con le quali instauro rapporti diversi e a tratti intercambiabili. L'amicizia più "antica" è quella con Arietina: circa 21 anni. Insieme ne abbiamo passate... nemmeno riuscirei a spiegare quante. Praticamente è come una sorella e per questo è più facile che una si incazzi con l'altra o la sgridi, piuttosto che le dia un abbraccio. In 21 anni ci siamo spiegate con i fatti il bene e l'amicizia che ci lega. Quando una ha avuto bisogno l'altra c'è stata, a prescindere dai bigliettini, da dimostrazioni pubbliche e da lodi fasulle, che io tanto detesto. E' un rapporto vissuto, in ogni senso. Un rapporto diretto, fatto di esperienze e di crescita comune, nonostante io e lei siamo due persone diverse il rapporto riesce a continuare nel migliore dei modi, e questo grazie alla sincerità che ognuna tira in faccia all'altra: se fai bene te lo dico, ma se sbagli te lo dico ancora di più. Non c'è la possibilità che l'altra si offenda, perchè sappiamo che è una critica fatta da una persona che ti vuole bene. In ordine di tempo la seconda amicizia è quella con Guido. Il nostro rapporto è nato online. Ci siamo "conosciuti" ben 8 anni fa e in otto anni ci siamo sentiti unicamente tramite email o telefono. Ogni settimana. Come avrete compreso il nostro è un rapporto di amicizia a livello di presenza come sfogo, dialogo o cazzeggio telefonico. Lui ha circa una decina di anni più di me, e questo ha sempre fatto in modo che da parte mia arrivassero battute sulla sua vegliardezza (concedetemi il termine) e le sue su qualsiasi cosa mi riguardasse. Ma lui è una delle persone che hanno capito di più come sono fatta. Ci raccontiamo tutto, qualsiasi cosa, e parliamo parliamo... a volte di cose molto personali, a volte di politica, altre di libri... è un piacere avere a che fare con lui, e non saprei nemmeno come potrei andare avanti senza le nostre confidenze settimanali. La terza amicizia è con IlVici: circa 3 anni. Anche se l'incremento di confidenze e tempo passato insieme si è avuto da gennaio 2007. Attualmente mi verrebbe da dire che siamo un po' fratello e sorella e un po' amico e amica. Il fatto di vivere porta a porta (doh) ha aiutato la quotidianità: colazione insieme, pranzi o cene, cazzeggio in giardino con lui che fuma e io che bevo qualcosina, a guardare il cielo e raccontarci o prenderci in giro. Con lui non ho vissuto le esperienze  che ho vissuto con Arietina, e non riesco a fare i discorsi che faccio con Guido, però se ho bisogno di qualcosa lui c'è, sempre e comunque, ancora prima che io glielo chieda. Oggi non ho fatto in tempo a dire che mio padre ha avuto l'incidente che lui era già con l'auto accesa per andare a vedere. La new entry è Cesirina. Ci caghiamo sostanzialmente da 2 mesetti (quasi). Il primo approccio non è stato dei migliori. Ci siamo guardate e non ci siamo piaciute. Poi ho iniziato a leggere il suo blog e mi sono accorta che era diversa da come la pensavo. Mi sono fatta coraggio, ho fatto un sospirone e l'ho contattata. Ammettendo il mio errore di (pre)giudizio. Ho questo pregio: nel caso di mio errore mi cospargo il capo di cenere e chiedo perdono. Poi sta alla sensibilità e intelligenza della persona che ho davanti decidere se merito una seconda occasione o no. E quindi abbiamo iniziato a parlare in msn, e poi a vederci. Io e Cesira siamo le classiche compagnone da cazzeggio. Ce le diciamo chiaramente in faccia e questo non da luogo a malintesi o fastidi celati fino al punto limite. Siamo simili, in alcuni casi, in altri no, però ci rendiamo conto entrambe che non è necessario essere uguali perchè un'amicizia funzioni, ancora di più se si è chiari e si dicono le cose direttamente all'interessata. Clara e CesiraE così facciamo. Per il resto, per quanto due mesetti siano pochi, mi trovo molto bene con lei, Quello che mi soddisfa è che non è una persona che ha bisogno di fare la primadonna. Non si vanta di essere strafiga, non si considera la Levi Montalcini del 2008, non si erige a perfetta ed è aperta al confronto. Sono ottime premesse con me, che amo il confronto, il dialogo e non trovo assolutamente nocive le differenze. (altezza a parte, che però tollero essendo io in formato tascabile e lei in formato stanga).

Tutto per dire che questi 4 elementi mi fanno sentire serena, posso ritenermi fortunata.





lunedì, 21 aprile 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 16:07

1. Il papozzo è stato operato all'occhietto giovedì. Dopo i primi 2 giorni di talpaggine persistente ha iniziato a vederci e i miei ritmi si sono quietati (si fa per dire).

Cercate online, troverete. Grassie L.!2. Shopping: parura. Ho speso tantissimi soldi (non miei) ultimamente. Vestiti, accessori, scarpe e scarpettine. Negli ultimi 2 sabati mi sono "accompagnata" part-time: al mattino con arietina, pomeriggio con CesiraLaTalpa. Consulenti piuttosto utili, la prima per vestiti, la seconda si è beccata, sabato pomeriggio, le prove per le scarpuzze da ginnastica e per i sandali. Santa Pazienza di Cesira e della commessa. Perchè la sottoscritta ha avuto la brillante idea di andare a comprare sandali e scarpe da ginnastica con i mi-bas. Ovvero con quelle calze che hanno al ginocchio il silicone: non si levavano più, sotto gli occhi increduli delle poverette che mi guardavano mentre cercavo con ben poca agilità di liberare i piedi. Alla fine ce l'ho fatta e sotto consiglio ho comprato, per la sfortuna del bancomat del papozzo a casa e talpato. E' da sottolineare che Cesira ha finto di non conoscermi sia per la storia dei calzini sia perchè stavo per imbelinarmi dalla sedia.

3. IlVici è ovviamente geloso del fatto che io esca con altre persone, e appena mi sente tornare a casa arriva indignato per vedere ciò che ho comprato, me lo fa provare, mi da il "voto" e poi si auto-invita a mangiare da me.

4. In questo periodo non ho voglia di superficialità. Cioè, non è una cosa di cui si può avere voglia, lo so bene. Però ci sono momenti in cui sopporto più facilmente rapporti di circostanza, o "leggeri" (se vogliamo definirli così), e altri, come questo periodo, che mi portano a respingerli. Non ho voglia di dover parlare del più e del meno, non ho voglia di dover controllare gli argomenti e sento la necessità di instaurare discorsi che, anche se non vanno da nessuna parte, hanno importanza. Mi capita spesso, è una cosa che mi hanno detto parecchie persone, e di cui mi sono accorta anche io: a volte mi capita di portare avanti per ore discorsi assolutamente senza un obiettivo e totalmente astratti, e riuscire a dare loro un certo significato, che lascia di me più di una risposta secca. E' una cosa che ho sempre amato e che mi riesce abbastanza bene: il dialogo-cazzeggio. Il dialogo che va avanti a oltranza senza un motivo, senza pesantezza, che scorre leggero e allo stesso tempo pregno (ellallà) di significato. E' una particolarità che, ho scoperto, mi risulta indispensabile per instaurare un rapporto profondo e diverso. Senza questo genere di dialogo il rapporto cade nell'anonimato e non mi dedico più ad approfondirlo. Se poi in mezzo posso inserire citazioni allora mi gongolo piacevolmente. Soprattutto se vengono colte. (Perchè essere liberi vuol dire anzitutto essere liberi dal bisogno di capire)

5. Ho scoperto il caffè al ginseng. Ho martellato le palle a Cesira e gliel'ho fatto bere. Abbiamo scoperto che ha diversi gusti, tranne quello di ginseng, di cui ignoriamo il gusto reale.

Ah, ho seminato! Girasoli, timo e peperoni. Non provate a trovare un nesso, conoscendomi sono sicura non esiste.





martedì, 08 aprile 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 18:45

Scatto di ClaraLittleGirl

Da piccola raccoglievo questi fiori, chiudevo gli occhi, esprimevo un desiderio e soffiavo. I miei desideri, nel tempo, sono sempre stati molto pochi. Sostanzialmente si è sempre trattato dello stesso ripetuto più volte. Guardavo fluttuare tante piccole piume bianche con occhi sgranati e cuore colmo, in attesa. Non è speranza, questa? Non è costanza? Come può essere definita? Oggi è volata solo qualche lacrima, vagava appoggiata leggera su musica malinconica. Così ho chiuso gli occhi e ho espresso un desiderio.

L'unico rischio è che si avveri.

Forza Clara, domani è un altro giorno, le lacrime passano e i desideri e le speranze restano.





giovedì, 27 marzo 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 11:37

ClaraLittleGirl (3 anni circa)Avevo circa 3 anni. Il primo anno all'asilo, un po' femminuccia e un po' maschiaccio, perchè crescere insieme ai maschietti, a quell'età, ti fa sembrare ancora più inutile il fiocchetto rosa sporgente, se poi ti è d'impiccio nell'arrampicarti da qualche parte. Sono sempre stata la cocca di qualche elemento di sesso maschile. E in quel periodo ero la cocca del mio cuginetto Claudio, di 2 anni più grande, di Fabrizio e di Federico. Perchè correvo veloce, e quando giocavamo a nascondino loro formavano una specie di muraglia e io mi mettevo all'interno, nascosta, e quando venivano beccati iniziavo a correre e correre e riuscivo sempre a liberare tutti. Eravamo i quattro imbattibili, a nascondino. E poi, per orgoglio, non facevo mai "l'offendona", come dicevano loro.
Un giorno, seduta nel porticato a giocare con le figurine (esiste il gioco delle figurine? Ormai penso ce le stessimo solo scambiando) con Fabio, di 2 anni più grande, il fattaccio. La figurina che mancava a tutti  e due e che io avevo trovato in uno dei miei pacchettini. Fabio cerca di rubarmela, io gli dico di lasciarmi stare e gli faccio la linguaccia. E lui, per vendetta infantile, mi tira un pizzicotto sulla coscia destra. Ricordo ancora il male, ho guardato la gamba diventare rossa, poi uscire il sangue, perchè la pelle era stata lacerata dalla forza del pizzicotto. Ricordo che piangevo ma non era un pianto urlato, non usciva la voce, non c'era liberazione. Nota la scena il mio cuginetto Claudio, si avvicina e vede il sangue, il mio volto silenziosamente disperato, e per un senso di protezione (che poi ho sempre cercato, per tutti gli anni a venire) si è fiondato su Fabio, picchiandolo. Le maestre cercano di dividerli, una si accorge della mia gambina ormai con un bel cerchio rosso sopra, e chiama la Croce Rossa. In tutto questo la mia bocca non ha emesso suoni. Semplicemente piangevo con la bocca spalancata, gli occhi puntati sul mio cuginetto, che si era pure rotto un dente sbattendo contro il pavimento e Fabio che era diventato una furia. Fabio venne espulso dall'asilo, per comportamento violento. A Claudio è ricresciuto il dente sano, non più da latte. E io mi sono sentita per molto tempo "La Piagnona". Non mi sono mai perdonata, per tutta l'infanzia, quel pianto silenzioso. Mi sono sempre sentita inferiore, perchè non ero riuscita a ribellarmi e picchiarlo da sola, ed è dovuto intervenire Claudio. Ho sicuramente abbassato gli occhi, quando Fabrizio e Federico mi hanno detto che dovevo chiamarli, avrei dovuto urlare. E invece sono rimasta a guardarmi la gamba, in silenzio e con lacrime amare a scendere giù per il viso. Pian piano è maturata in me la voglia di farcela da sola. Nel momento in cui sento, come quel giorno, l'aria  ferma in gola, l'urlo che non riesce a uscire, in cui non riesco a chiamare intorno a me le persone più vicine, quelle più attente a ciò che mi accade... in quel momento ricordo quel sentimento di frustrazione per non aver fatto qualcosa da sola, per non essermela cavata, non essermi difesa. E allora penso al segno viola che è rimasto sulla coscia, a distanza di 24 anni, e automaticamente mi sento forte.

A 27 anni porto ancora quel segno, che è stato forse la mia fortuna, mi ricorda che devo sempre reagire, nei momenti del bisogno.
E un po' mi ricorda anche che nessuna delle bimbe, quel giorno, si è nemmeno alzata dalla sedia, per vedere cosa succedeva.

POST DEDICATO: Nel giorno del suo 26esimo compleanno ad Arietina. Degna e combattiva compagna di cazzate, lotte e avventure alla quale voglio un bene infinito. Buon compleanno!!!





giovedì, 13 marzo 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 19:40

Ultimo corso, poi terminerò le frequenze obbligatorie di questi brevi e lunghissimi 5 anni di vita universitaria. Corso che affronto, nonostante inizi alle 9 di mattina due giorni la settimana (giovedì e venerdì, persino consecutivi!), da pendolare. E per questo prendo il treno delle 5.40.

Cinque buoni motivi per non prendere il treno delle 5.40

1. Perchè la sveglia suona alle 4.43. E non riesco mai ad addormentarmi prima dell'una. Questo significa che ho meno di 4 ore di riposo, e quando sento quella sveglia maledetta mi si stringe il cuore, forma un'invaginazione che tenta di esplodere verso l'esterno. Si blocca sempre, però. Foto di ClaraLittleGirl. Scattata in treno.

2. Perchè non ho il buongiorno del papozzo. Alzarmi e non prendere il caffè con lui è un po' come la nutella tarocca: si sente che manca qualcosa.

3. Perchè la stazione a quell'ora è tristissima. Non ci sono nemmeno i bigliettai (si chiamano così?). Arrivi in stazione e vai al binario, dove trovi 3 o 4 persone che aspettano il tuo treno, tutti rincoglioniti, come te, e tutti che continuano a domandarsi "ma chi me lo fa fare?".

4. Perchè il cazzone di giornalaio ancora è chiuso. E' fastidioso uscire di casa ancora prima che si vendano i quotidiani. Persino le notizie si rifiutano di mettere naso fuori di "casa" prima delle 6.

5. Perchè invidi le persone che rimangono al caldo del letto e sanno che non hanno un treno da prendere. Si spiega da sola.

Cinque buoni motivi per prendere il treno delle 5.40

1. Perchè mi permette di assistere all'alba. E non è mica poco! Sali sul treno con il buio, pian piano noti un chiarore e poi colori, luce, il primo sole. Il treno viaggia, tu guardi fuori dal finestrino (spesso zozzissimo e con colonie di meglio-non-definire) e nonostante lo spostamento lo spettacolo non cambia. Quando lo spettacolo viene accompagnato da musica grandiosa sembra quasi di riuscire a capire il senso della vita.

2. Perchè la Riviera di Ponente offre un panorama spettacolare. Che non sarei in grado di abbandonare.

3. Per i pendolari. Da cinque anni sempre le stesse persone, ci si potrebbe scrivere un libro. Sul Baffo che mi sorride sempre, o il Repubblica che mi fa cenno con la testa, prima di iniziare a sparlare di politici, politicanti e giornalisti con la neo-assunta-precaria con la coda di cavallo, che quando sorride arriccia sempre il naso, rendendosi terribilmente simpatica.

4. Perchè passare davanti ai panifici che sfornano prelibatezze fa pensare che a quell'ora persino una brioche possa essere un vero tesoro. Come la colazione dopo una notte in giro, prima di andare a dormire. Forse quei saccottini, quelle brioches, quelle pizze e focacce sono diverse da quelle vendute "ai dormiglioni". Sembrano migliori, sembrano quasi un privilegio per quei pochi. Una ricompensa.

5. Perchè pensi che non stai sprecando tempo.

E comunque, ancora per poco... da metà aprile anche quest'ultimo corso sarà giunto al termine. Finiranno i pro e i contro: a quel punto solo esami da finire.





mercoledì, 05 marzo 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 21:30

Google, arrangiatevi!In questi giorni sono isterica. Sono nervosa, capitano tutte a me. Le persone mi infastidiscono, le persone che mi circondano mi fanno venir voglia di scappare e andare a fare l'eremita in qualche grotta su per i monti. Sono stanca, ho voglia di solitudine, di farmi i cazzi miei. All'improvviso mi sono ricordata del periodo in cui mi negavo a tutti. Ripensandoci, fino a pochi giorni fa, avrei detto che ero "giovane" e non avevo ancora bene la capacità di instaurare rapporti con persone che non fossero strettamente legate a me. Ora mi rendo conto che a periodi alterni le persone mi stancano. Ho bisogno di farmi i cazzi miei, di allontanarmi e passare il tempo con persone con le quali voglio passarlo. Non ho voglia di dover fare per il bene comune, per far piacere a tizio e a caio o perchè qualcuno pensa che dovrei farlo. E' stancante doversi modificare a seconda di quello che si aspettano le persone, dover fare ciò che pensano sia meglio. Il dovere mi ha deteriorata, ora. Devo riprendere i mano la mia vita e fare un po' quello che voglio io, e non quello che dovrei fare o vogliono che io faccia.

La Clara reale se ne va in ferie, che ne dite?





mercoledì, 27 febbraio 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 13:24

E non ho intenzione di aggiungere altro.





martedì, 05 febbraio 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 15:29

Google, già sapete. Ieri io e Francesca ci siamo avventurate alla volta di Genova. Per un esame, formalmente. Lei lo ha dato (forse il secondo esame nella sua vita che non ha passato) e io no. L'ho accompagnata per spirito d'amicizia ma soprattutto per amore per lo shopping. Sono partita con tutte le buone intenzioni, ovvero non esagerare. Sin dalla partenza ci siamo rese conto che il tempo non era dei migliori. Pioveva, sì, ma la pioggia (così come qualsiasi evento atmosferico) non mi avrebbe fermata. Non mi sono mai fatta troppi scrupoli per le condizioni del tempo. Non sono di quelle persone che si disperano se piove, se c'è un po' di vento o se si deve camminare sotto 40 gradi. E così, dopo un pranzo con le amiche che erano in agitazione pre-esame, mi sono avviata, sotto il diluvio universale, e sono giunta finalmente in centro città. Pregustavo i negozi di Via San Vincenzo e di via XX Settembre. Scesa dall'autobus ho aperto il mio ombrellino, mi sono messa il cappuccio della giacca e per ben 3 ore e 40 minuti circa ho fatto shopping come se nulla fosse. Ogni acquisto corrispondeva ad un nuovo sorriso, sempre più grande. Tanto più che, in mezzo alle persone incazzate nere per l'acquazzone, io ero l'unica con un'espressione paciosa e soddisfatta. Sono riuscita a comprare jeans, magliette, maglioncino, cazzatine fashion e pure a mangiare un pezzo della deliziosa e inimitabile focaccia genovese. Possibile che le persone si spaventino (e lamentino) così tanto per un po' di sfogo della natura?

(E in realtà questo post non è una celebrazione alla mia impavidità, più che altro serve a sviare il discorso dagli avvenimenti sentimentali che mi stanno un po' sconvolgendo, abbiate pietà.).

I'm laughing at clouds
So dark up above
The sun's in my heart
And I'm ready for love





sabato, 19 gennaio 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 20:08

Lorenzo, google lo regala anche così!Ok. Io ho sempre amato Lorenzo Cherubini, Jovanotti, come volete chiamarlo. Sempre sempre sempre. Gli ultimi cd (mi piace però la parola album) non mi hanno mai delusa. Così mi sono regalata questo Safari. Ci sono periodi della mia vita che ritornano proprio ascoltando alcune sue canzoni. E' un po' come ascoltare un vecchio amico che puoi sentire una volta ogni anno. E con lui Saturnino, i suoi collaboratori, il lavoro di persone validissime che mi accompagnano da tempo. E così mi sono fidata, al volo, perchè un amico lo ascolti anche se non sai cosa avrà mai da dirti. Metto il cd, prima canzone, Fango, e già so che lo amerò come gli altri. Arrivo alla terza canzone, e addirittura mi scappa la lacrimuccia, perchè questa "A Te" è qualcosa di splendido. Davvero davvero e davvero. Online non esiste il testo, mi pare, e così, nell'impeto, l'ho digitata ascoltandola. Vi regalo il testo di una canzone meravigliosa, e consiglio a chi ama quello che Lorenzo è diventato, che ha amato Buon Sangue, che pensa che i musicisti che fanno da contorno a lui e ai suoi cd siano ottimi musicisti (e lo sono) e vuole finanziare la musica valida: compratelo, è un cd che vale tutti i soldi che costa. Con quanti cd si può dire, questo?

A Te

A te che sei l'unica al mondo, l'unica ragione
per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro
quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole
senza che tu mi dica niente, tutto si fa chiaro
a te che mi hai trovato all'angolo coi pugni chiusi
con le mie spalle contro al muro, pronto a difendermi
con gli occhi bassi stavo in fila, con i disillusi
tu mi hai raccolto come un gatto, e mi hai portato con te
a te io canto una canzone perchè non ho altro
niente di meglio da offrirti, di tutto quello che ho
prendi il mio tempo e la magia che con un solo salto
ci fa volare dentro all'aria come bollicine
a te che sei, semplicemente sei
sostanza dei giorni miei, sostanza dei giorni miei
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che hai preso la mia vita, ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo, senza misurarlo
a te che sei il mio amore grande, ed il mio grande amore
a te che io ti ho visto piangere, nella mia mano
fragile che potevo ucciderti, stringendoti un po'
e poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
prendere in mano la tua vita, e trascinarla in salvo
a te che mi hai insegnato i sogni, e l'arte dell'avventura
a te che credi nel coraggio, e anche nella paura
a te che sei la miglior cosa che mi sia successa
a te che cambi tutti i giorni, e resti sempre la stessa
a te che sei, semplicemente sei
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei
a te che sei, essenzialmente sei
sostanza dei sogni miei, sostanza dei giorni miei
a te che non ti piaci mai, e sei una meraviglia
le forze della natura si concentrano in te
che sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano
sei l'orizzonte che mi accoglie, quando mi allontano
a te che sei l'unica amica che io posso avere
l'unico amore che vorrei, se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita, bella da morire
che riesci a render la fatica un immenso piacere
a te che sei il mio grande amore, ed il mio amore grande
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo, senza misurarlo
a te che sei il mio amore grande, ed il mio grande amore
a te che sei, semplicemente sei
sotanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei
e a te che sei, semplicemente sei
compagna dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...





martedì, 15 gennaio 2008
ClaraLittleGirl ha scritto alle ore 22:56

Pseudo scatto di ClaraLittleGirlParlavo con un amico. Per la prima volta ho scritto a qualcuno (ancora non mi è capitato di dirlo a voce) che io sono eccessivamente sensibile e debole, riguardo alcune cose. E' semplicissimo ferirmi, basta davvero pochissimo. Sin da bambina mi è capitato di scoppiare a piangere per qualcosa che sentivo mi aveva ferito terribilmente. Anche sciocchezze, sia chiaro! Una presa in giro, uno sguardo di derisione, una battuta. Non sto parlando di critiche oggettive e basta, sto parlando di critiche (esatte o meno), che però venivano dette, o trasmesse, con malizia, o magari cattiveria, o semplicemente voglia di derisione che non nasce da affetto. Perchè se una persona ti prende in giro ma ti vuole bene lo capisci, e ridi con lei, ma se una persona ti prende in giro e non c'è affetto è molto diverso. E in questi casi rimango di merda. Anche se poi mi dico che frigno, che sono una femminuccia, una schiappa e tutto il resto, e un po' camuffo il pianto con allergia.
Così, come dicevo poco sopra, ho sempre vissuto di questi momenti, che poi capitano ancora più facilmente in periodi di stanchezza o stress, in cui basta pochissimo per farmi soffrire enormemente.
Ho pianto e sofferto per cose serie, ma anche per scemenze. Perchè sono, come ho scritto inizialmente, debole e sensibile, e per quanto riguarda alcuni tratti della mia persona, incredibilmente insicura.
Questa sera è ricapitato. E' capitato che sia scoppiata a piangere, disperata, quasi, senza riuscire a fermarmi.
Sono stata colpita e ho iniziato ad affondare, grazie a Dio (o chi per lui) sono riuscita però a lanciare qualche S.O.S., prima di finire totalmente inghiottita dalle onde.
E qualcuno ha risposto, soprattutto questo amico. Che non ha detto poi niente di speciale, alla fine.
Ee ecco che...

ClaraLittleGirl scrive:
io rimango troppissimo male per queste cose
ClaraLittleGirl scrive:
è che forse sono debole, per questo mi dicono che sono fredda e distaccata, in realtà sono debole ed eccessivamente sensibile, credo sia la famosa "arma di difesa"
ClaraLittleGirl scrive:
wow, sei il primo a cui lo scrivo esplicitamente
Amico di Clara:
:) Terrò il segreto
ClaraLittleGirl scrive:
grassie

E infatti, grassie davvero.