Prendo spunto dalla giornata di oggi per parlare delle persone che ultimamente mi sono più vicine. Prima di tutto mi auguro non succeda più nulla, dato che è notizia fresca di mio padre che si è scartabellato con la moto contro un francese in auto. Non si è fatto nulla però è pur sempre un incidente.
Questa mattina sono andata a chiudere il conto Bancoposta. Tra le domande finali quella che mi ha più incuriosita è stata "Finanzia il terrorismo?". In che senso? No, non finanzio Bin Laden. Nel mentre mi giunge un sms: Arietina. Cito l'sms "Oggi mi inviti a pranzo? ahahah". Torno a casa dopo ben 118 euri per chiudere il conto e trovo IlVici e suo fratello sulla porta "Oggi tuo padre ci ha invitati a pranzo". Ok, sono le 11.35, corro a comprare qualcosa e mi invento il pranzo. Siamo cinque a tavola, cazzeggiamo, beviamo e mi viene da riflettere sulla mia vita sociale degli ultimi periodi.
Rifletto sulle persone con cui mi confido di più ultimamente, e con le quali ho scambi più proficui, a livello di contenuti e di sentimenti. Me ne vengono in mente principalmente 4, senza nulla togliere alle altre (ed evitando di considerare mio padre, che è un discorso a parte), ma questi 4 possono essere definiti i cardini della mia vita sociale: Arietina, CesiraLaTalpa, IlVici e Guido. Tutte amicizie nate in tempi, situazioni e modi diversi, ma tutte e quattro importanti.
Ora... a me non piacciono i post celebrativi. Mi stanno sulle palle quelle cose tipo "ti voglio bene, senza di te la mia vita non sarebbe la stessa", anche perchè il bene lo si dimostra e che la vita senza una persona sarebbe diversa è normalissimo, e non definisce per forza una situazione peggiore, in caso di mancanza. Quindi niente celebrazione, niente vi voglio bene.
Quattro persone con cui mi piace avere a che fare, con le quali instauro rapporti diversi e a tratti intercambiabili. L'amicizia più "antica" è quella con Arietina: circa 21 anni. Insieme ne abbiamo passate... nemmeno riuscirei a spiegare quante. Praticamente è come una sorella e per questo è più facile che una si incazzi con l'altra o la sgridi, piuttosto che le dia un abbraccio. In 21 anni ci siamo spiegate con i fatti il bene e l'amicizia che ci lega. Quando una ha avuto bisogno l'altra c'è stata, a prescindere dai bigliettini, da dimostrazioni pubbliche e da lodi fasulle, che io tanto detesto. E' un rapporto vissuto, in ogni senso. Un rapporto diretto, fatto di esperienze e di crescita comune, nonostante io e lei siamo due persone diverse il rapporto riesce a continuare nel migliore dei modi, e questo grazie alla sincerità che ognuna tira in faccia all'altra: se fai bene te lo dico, ma se sbagli te lo dico ancora di più. Non c'è la possibilità che l'altra si offenda, perchè sappiamo che è una critica fatta da una persona che ti vuole bene. In ordine di tempo la seconda amicizia è quella con Guido. Il nostro rapporto è nato online. Ci siamo "conosciuti" ben 8 anni fa e in otto anni ci siamo sentiti unicamente tramite email o telefono. Ogni settimana. Come avrete compreso il nostro è un rapporto di amicizia a livello di presenza come sfogo, dialogo o cazzeggio telefonico. Lui ha circa una decina di anni più di me, e questo ha sempre fatto in modo che da parte mia arrivassero battute sulla sua vegliardezza (concedetemi il termine) e le sue su qualsiasi cosa mi riguardasse. Ma lui è una delle persone che hanno capito di più come sono fatta. Ci raccontiamo tutto, qualsiasi cosa, e parliamo parliamo... a volte di cose molto personali, a volte di politica, altre di libri... è un piacere avere a che fare con lui, e non saprei nemmeno come potrei andare avanti senza le nostre confidenze settimanali. La terza amicizia è con IlVici: circa 3 anni. Anche se l'incremento di confidenze e tempo passato insieme si è avuto da gennaio 2007. Attualmente mi verrebbe da dire che siamo un po' fratello e sorella e un po' amico e amica. Il fatto di vivere porta a porta (doh) ha aiutato la quotidianità: colazione insieme, pranzi o cene, cazzeggio in giardino con lui che fuma e io che bevo qualcosina, a guardare il cielo e raccontarci o prenderci in giro. Con lui non ho vissuto le esperienze che ho vissuto con Arietina, e non riesco a fare i discorsi che faccio con Guido, però se ho bisogno di qualcosa lui c'è, sempre e comunque, ancora prima che io glielo chieda. Oggi non ho fatto in tempo a dire che mio padre ha avuto l'incidente che lui era già con l'auto accesa per andare a vedere. La new entry è Cesirina. Ci caghiamo sostanzialmente da 2 mesetti (quasi). Il primo approccio non è stato dei migliori. Ci siamo guardate e non ci siamo piaciute. Poi ho iniziato a leggere il suo blog e mi sono accorta che era diversa da come la pensavo. Mi sono fatta coraggio, ho fatto un sospirone e l'ho contattata. Ammettendo il mio errore di (pre)giudizio. Ho questo pregio: nel caso di mio errore mi cospargo il capo di cenere e chiedo perdono. Poi sta alla sensibilità e intelligenza della persona che ho davanti decidere se merito una seconda occasione o no. E quindi abbiamo iniziato a parlare in msn, e poi a vederci. Io e Cesira siamo le classiche compagnone da cazzeggio. Ce le diciamo chiaramente in faccia e questo non da luogo a malintesi o fastidi celati fino al punto limite. Siamo simili, in alcuni casi, in altri no, però ci rendiamo conto entrambe che non è necessario essere uguali perchè un'amicizia funzioni, ancora di più se si è chiari e si dicono le cose direttamente all'interessata.
E così facciamo. Per il resto, per quanto due mesetti siano pochi, mi trovo molto bene con lei, Quello che mi soddisfa è che non è una persona che ha bisogno di fare la primadonna. Non si vanta di essere strafiga, non si considera la Levi Montalcini del 2008, non si erige a perfetta ed è aperta al confronto. Sono ottime premesse con me, che amo il confronto, il dialogo e non trovo assolutamente nocive le differenze. (altezza a parte, che però tollero essendo io in formato tascabile e lei in formato stanga).
Tutto per dire che questi 4 elementi mi fanno sentire serena, posso ritenermi fortunata.





Abbiamo scoperto che ha diversi gusti, tranne quello di ginseng, di cui ignoriamo il gusto reale. 
Avevo circa 3 anni. Il primo anno all'asilo, un po' femminuccia e un po' maschiaccio, perchè crescere insieme ai maschietti, a quell'età, ti fa sembrare ancora più inutile il fiocchetto rosa sporgente, se poi ti è d'impiccio nell'arrampicarti da qualche parte. Sono sempre stata la cocca di qualche elemento di sesso maschile. E in quel periodo ero la cocca del mio cuginetto Claudio, di 2 anni più grande, di Fabrizio e di Federico. Perchè correvo veloce, e quando giocavamo a nascondino loro formavano una specie di muraglia e io mi mettevo all'interno, nascosta, e quando venivano beccati iniziavo a correre e correre e riuscivo sempre a liberare tutti. Eravamo i quattro imbattibili, a nascondino. E poi, per orgoglio, non facevo mai "l'offendona", come dicevano loro. 

In questi giorni sono isterica. Sono nervosa, capitano tutte a me. Le persone mi infastidiscono, le persone che mi circondano mi fanno venir voglia di scappare e andare a fare l'eremita in qualche grotta su per i monti. Sono stanca, ho voglia di solitudine, di farmi i cazzi miei. All'improvviso mi sono ricordata del periodo in cui mi negavo a tutti. Ripensandoci, fino a pochi giorni fa, avrei detto che ero "giovane" e non avevo ancora bene la capacità di instaurare rapporti con persone che non fossero strettamente legate a me. Ora mi rendo conto che a periodi alterni le persone mi stancano. Ho bisogno di farmi i cazzi miei, di allontanarmi e passare il tempo con persone con le quali voglio passarlo. Non ho voglia di dover fare per il bene comune, per far piacere a tizio e a caio o perchè qualcuno pensa che dovrei farlo. E' stancante doversi modificare a seconda di quello che si aspettano le persone, dover fare ciò che pensano sia meglio. Il dovere mi ha deteriorata, ora. Devo riprendere i mano la mia vita e fare un po' quello che voglio io, e non quello che dovrei fare o vogliono che io faccia.
Ieri io e Francesca ci siamo avventurate alla volta di Genova. Per un esame, formalmente. Lei lo ha dato (forse il secondo esame nella sua vita che non ha passato) e io no. L'ho accompagnata per spirito d'amicizia ma soprattutto per amore per lo shopping. Sono partita con tutte le buone intenzioni, ovvero non esagerare. Sin dalla partenza ci siamo rese conto che il tempo non era dei migliori. Pioveva, sì, ma la pioggia (così come qualsiasi evento atmosferico) non mi avrebbe fermata. Non mi sono mai fatta troppi scrupoli per le condizioni del tempo. Non sono di quelle persone che si disperano se piove, se c'è un po' di vento o se si deve camminare sotto 40 gradi. E così, dopo un pranzo con le amiche che erano in agitazione pre-esame, mi sono avviata, sotto il diluvio universale, e sono giunta finalmente in centro città. Pregustavo i negozi di Via San Vincenzo e di via XX Settembre. Scesa dall'autobus ho aperto il mio ombrellino, mi sono messa il cappuccio della giacca e per ben 3 ore e 40 minuti circa ho fatto shopping come se nulla fosse. Ogni acquisto corrispondeva ad un nuovo sorriso, sempre più grande. Tanto più che, in mezzo alle persone incazzate nere per l'acquazzone, io ero l'unica con un'espressione paciosa e soddisfatta. Sono riuscita a comprare jeans, magliette, maglioncino, cazzatine fashion e pure a mangiare un pezzo della deliziosa e inimitabile focaccia genovese. Possibile che le persone si spaventino (e lamentino) così tanto per un po' di sfogo della natura?
Ok. Io ho sempre amato Lorenzo Cherubini, Jovanotti, come volete chiamarlo. Sempre sempre sempre. Gli ultimi cd (mi piace però la parola album) non mi hanno mai delusa. Così mi sono regalata questo Safari. Ci sono periodi della mia vita che ritornano proprio ascoltando alcune sue canzoni. E' un po' come ascoltare un vecchio amico che puoi sentire una volta ogni anno. E con lui Saturnino, i suoi collaboratori, il lavoro di persone validissime che mi accompagnano da tempo. E così mi sono fidata, al volo, perchè un amico lo ascolti anche se non sai cosa avrà mai da dirti. Metto il cd, prima canzone, Fango, e già so che lo amerò come gli altri. Arrivo alla terza canzone, e addirittura mi scappa la lacrimuccia, perchè questa "A Te" è qualcosa di splendido. Davvero davvero e davvero. Online non esiste il testo, mi pare, e così, nell'impeto, l'ho digitata ascoltandola. Vi regalo il testo di una canzone meravigliosa, e consiglio a chi ama quello che Lorenzo è diventato, che ha amato Buon Sangue, che pensa che i musicisti che fanno da contorno a lui e ai suoi cd siano ottimi musicisti (e lo sono) e vuole finanziare la musica valida: compratelo, è un cd che vale tutti i soldi che costa. Con quanti cd si può dire, questo?
Parlavo con un amico. Per la prima volta ho scritto a qualcuno (ancora non mi è capitato di dirlo a voce) che io sono eccessivamente sensibile e debole, riguardo alcune cose. E' semplicissimo ferirmi, basta davvero pochissimo. Sin da bambina mi è capitato di scoppiare a piangere per qualcosa che sentivo mi aveva ferito terribilmente. Anche sciocchezze, sia chiaro! Una presa in giro, uno sguardo di derisione, una battuta. Non sto parlando di critiche oggettive e basta, sto parlando di critiche (esatte o meno), che però venivano dette, o trasmesse, con malizia, o magari cattiveria, o semplicemente voglia di derisione che non nasce da affetto. Perchè se una persona ti prende in giro ma ti vuole bene lo capisci, e ridi con lei, ma se una persona ti prende in giro e non c'è affetto è molto diverso. E in questi casi rimango di merda. Anche se poi mi dico che frigno, che sono una femminuccia, una schiappa e tutto il resto, e un po' camuffo il pianto con allergia.